L'Orrido di Osteno

A Osteno c’è un bellissimo Orrido (di proprietà privata) ormai sconosciuto al turismo perché è chiuso da qualche decennio. Ma non è sempre stato così, verso la fine dell’800 e primi decenni del ‘900 l’Orrido è stata una frequentata meta turistica. Da Lugano partiva un apposito battello che si fermava a Osteno, per permettere la visita organizzata dell’Orrido.
Vicino all’ingresso era sorto un edificio con funzione di crotto, nelle calde giornate estive era un gran piacere soggiornarvi in quanto l’aria che usciva dall’Orrido era particolarmente fresca. Per poter visitare l’Orrido era necessaria una particolare barca con due “davanti”, infatti, lo stretto corridoio di ingresso, sagomato da pareti altissime di roccia rendeva impossibile invertire il senso di marcia della barca.
Durante la visita dell’Orrido si raggiungeva una sala detta “del trono” in cui è situato un enorme masso sul quale si infrangono in cascata le acque del Telo e del Lirone.
In questa sala, d’estate verso mezzoggiorno, era bello vedere la luce del sole che filtrava attraverso la cascata per scomporsi nei colori dell’arcobaleno.
L’entrata per l’Orrido è all’ingresso del paese, passato il ponte sul Telo sulla sinistra.

L’Orrido di Osteno fu reso celebre dallo scrittore Antonio Fogazzaro che lo descrisse nel suo romanzo “Malombra”. Da questo romanzo nel 1940 fu tratto un film dal regista Mario Soldati il quale girò alcune scene nell’Orrido. Anche il premio Nobel per la letteratura Luigi Pirandello nomina l’orrido di Osteno nella poesia “Lago di Lugano”.

 
 
           

Ultima modifica: 28/01/15